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25 giugno: Lucrezia Lante della Rovere
25 giugno 2011 - Lucrezia Lante della Rovere è "Il Grande Inquisitore" da "I Fratelli Karamazov" di Dostoevskij
Ivan Karamazov immagina che, dopo quindici secoli dalla morte di Cristo, quando ormai è rimasta soltanto "la fede in ciò che dice il cuore", Egli ritorni, in silenzio, sulla terra e si manifesti operando miracoli proprio nella Spagna dominata dai roghi e dalle persecuzioni fatte in suo nome dalla Santa Inquisizione. Il Grande Inquisitore, imprigionatolo con l'intenzione di bruciarlo come eretico, si reca da Lui nella notte, e lo accusa lungamente, proprio sul problema del valore della libertà per l'uomo:
“Tu vuoi andare nel mondo e ci vai a mani vuote, con la promessa di una libertà che gli uomini, nella loro semplicità e nel loro disordine innato, non possono neppure concepire, della quale hanno paura e terrore, perché nulla è mai stato più intollerabile della libertà per l'uomo e per la società umana!". "Io ti dico che non c'è per l'uomo preoccupazione più tormentosa di quella di trovare qualcuno al quale restituire, al più presto possibile, quel dono della libertà che il disgraziato ha avuto al momento di nascere". "Tu hai scelto tutto quello che c'è di più insolito, di più problematico, hai scelto tutto quello che era superiore alle sorte degli uomini, e perciò hai agito come se Tu non li amassi affatto. E chi è che ha agito così? Colui che era venuto a dare per loro la sua vita! Invece di impadronirti della libertà umana, l'hai moltiplicata, e hai oppresso per sempre col peso dei suoi tormenti il regno spirituale dell'uomo. (...)
“Se Tu lo avessi stimato meno, gli avresti anche chiesto di meno, e questa sarebbe stata una cosa più vicina all'amore...
La libertà non può essere identificata con il bene, la verità e la perfezione.
La libertà ha la sua natura originale, la libertà è libertà e non un bene.
Ogni confusione e identificazione della libertà con il bene stesso equivale a negare la libertà, a riconoscere le vie della violenza e della costrizione".
Cristo, col silenzio di un Dio donatore di libertà, risponde al lunghissimo discorso del suo carceriere e giudice soltanto con un bacio; il Grande Inquisitore, turbato, lo invita ad andarsene per non tornare mai più.
Il bacio senza parole di Cristo può apparire come un gesto terribile come se dicesse:
“Io, nel darvi questo dono di libertà, ho voluto anche questo male e questa sofferenza, e questa mia volontà è al di là d'ogni spiegazione”
Dov’è il male ?
Dov’è il bene ?
É vero che il primo è un fondista veloce che corre svelto e leggero come se fosse in discesa e il secondo arranca affannosamente su un’eterna salita?
Qual’è il bene? lasciare la possibilità di scelta......?
Oppure un “amore-complicità” con la debolezza degli uomini che permette di governarne dispoticamente la vita?
Ci troviamo tutti quanti ogni giorno a combattere in questo territorio incerto tra il bene e il male, le diaboliche strategie che l’uomo riesce a mettere in atto.
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